Dai dati INPS dell’ultimo triennio, si evidenzia la tendenza sostanziale durante i mesi estivi all’aumento delle dimissioni volontarie.
Se psicologicamente e culturalmente l’estate rappresenta un periodo di tempo speciale e quasi sospeso - i buoni propositi si fanno sempre a settembre, mica a caso - questo corrisponde spesso con il lasciare un lavoro che proprio non si sopporta più.
Ci sono però degli aspetti da tenere in considerazione:
1. Le dimissioni volontarie prevedono, così come il licenziamento, un periodo di preavviso stabilito dal CCNL applicato e che deve essere regolarmente lavorato, pena la possibile decurtazione dall’ultima busta paga di un importo equivalente alle giornate di mancato preavviso;
2. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla percezione della NASPI, se si conclude un contratto con le dimissioni anticipate da parte dell3 lavorator3, per poterla richiedere si ha bisogno di avere successivamente un contratto di lavoro dipendente della durata minima di 13 settimane;
3. Lo status di dicoccupat3 non è attestato dalle dimissioni, né dall’eventuale e successiva richiesta di NASPI, ma dall’iscrizione al Centro per l’Impiego. Solo attraverso l’anzianità di iscrizione si possono successivamente beneficiare di politiche attive e passive per la reintroduzione nel mercato del lavoro.
Se hai bisogno di maggiori informazioni puoi contattarci o recarti in una delle nostre sedi:
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