Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto. Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione. Ma rispettate anche voi le idee degli altri. 

(Lettera ai cappellani militari - Don Milani)

Sotto questo insegnamento è intervenuto stamattina, all’assemblea generale della CGIL, il rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari. Dice, parlando dell’andamento politico e dello sciopero indetto per il 12 dicembre dalla CGIL:

“Tutto questo fa parte di un unico progetto eversivo: distruggere la Repubblica democratica e parlamentare fondata sul lavoro, distruggere la Costituzione che ha una colpa per questi signori: essere antifascista dalla prima all’ultima parola. Per questo reagire a questa legge finanziaria e reagire con lo strumento dello sciopero generale […] significa difendere la possibilità stessa di continuare anche in futuro a difendere il lavoro e i suoi diritti perché questo Compagne e Compagni della CGIL, questo è un tempo di resistenza, un tempo di sumud come ci hanno insegnato a dire i nostri fratelli palestinesi”

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