Un giovane tunisino è morto ieri al Cpr di Palazzo San Gervasio, dove si sarebbe tolto la vita.

A due anni dalla morte di Oussama, un altro nome si aggiunge a quella che la Cgil Potenza definisce una lunga scia di conseguenze di un sistema fallimentare. Il segretario generale Vincenzo Esposito chiede piena chiarezza sull'accaduto e torna a denunciare le condizioni disumane in cui le persone trattenute sono costrette a vivere, richiamando anche i rilievi del Consiglio d'Europa sui centri di permanenza per il rimpatrio italiani. Per il sindacato, la vicenda impone una riflessione più ampia sulle politiche migratorie del governo e sulla necessità di un sistema che tuteli davvero i diritti delle persone.

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